Ogni cosa ha una propria, definita, precisa e particolare sembianza, che ben differisce da ogni altra. In questo contesto non fanno eccezione le franchigie della National Football League, ognuna dotata di una propria storia per quanto concerne colorazione, marchio e tutto ciò contraddistingue l’aspetto più artistico di una squadra. Molto particolare, anche e soprattutto a livello storico, è il percorso intrapreso in tali ambiti dai Green Bay Packers.

Nel lontano 11 agosto 1919 la franchigia della Titletown venne fondata da Earl Louis “Curly” Lambeau e George Whitney Calhoun. Il primo investì 500 $ su Frank Peck, titolare della Indian Packing Company per cui proprio Lambeau lavorava, a condizione che la squadra venisse nominata come la compagnia di cui poco sopra. L’anno seguente la Indian Packing Company venne comprata dalla ACME Packing Company, che si fece di conseguenza carico del supporto economico verso la squadra di Lambeau, ponendo la scritta “ACME PACKERS” sulla parte frontale della maglia da gioco.

La maglia presentava un colore blu abbastanza intenso, di tipo marina militare (meglio conosciuto come “navy”) con la scritta riportata poco sopra composta da una decisa nota dorata. Il pantalone invece era di un colorito che si avvicinava quasi al marrone. Tale insieme deriva dalla Notre Dame University, in particolar modo dai Fighting Irish, ossia la denominazione delle varie formazioni sportive dell’università in questione, cui Lambeau era iscritto. Non a caso infatti ai Green Bay Packers furono in principio dati appellativi come i “Blues”, o i “Bays” o ancora i “Big Bay Blues”, anche se non si trattò a suo tempo di nickname ufficiali, nonostante Lambeau tenne presente negli anni ‘20 la possibilità di cambiare da “Packers” a “Blues”.

Un primo importante cambiamento avvenne nel 1929 in cui la scritta “ACME Packers” scomparve in favore di una numerazione ufficiale. Poco da sottolineare a riguardo vista la colorazione praticamente identica con il numero in pieno petto a rimpiazzare la scritta precedente.

Nello sport capita spesso di vedere le cose cambiare, è nell’ordine delle cose. Non fa eccezione in questo caso la divisa presentata nel 1937 e mantenuta sino al 1949, diventata la “throw back jersey” nella stagione 1994, ossia quella del 75° anniversario dalla nascita della NFL, come si può anche osservare facendo attenzione al piccolo logo presente sul lato sinistro del petto, a ridosso della spalla. Combinazione di colori ampiamente rispettata in riferimento al passato. La stessa maglia (con ovvia rimozione del logo) venne utilizzata dai giocatori della Titletown anche nella stagione 2015, quella del 50° anniversario del Super Bowl.

La prima vera e reale rivoluzione dei colori, ma al tempo stesso anche della franchigia e del suo cuore, avvenne nei primissimi anni 50 quando Lambeau fu costretto ad abbandonare la causa. Il blu navy venne accantonato come colore per un’alternate jersey, mentre la colorazione principale divenne quella attualmente in regime. Il nuovo coach Gene Ronziani, in modo da ribadire in maniera lampante la cosa, utilizzò le precise parole “We are the Green Bay Packers”, a voler rimarcare la rivoluzione attuata. La nuova divisa presentava il verde come rimpiazzo del blu navy, con numerazione e rifiniture in oro e con i pantaloni dorati in sintonia con la maglia invece del vecchio marrone.

Insieme alla nuova divisa venne presentato il primissimo logo ufficiale della squadra, connotato da una scritta verde recintante “Packers”, posta davanti un pallone da football e tra una coppia di pali da gioco.

Gli anni seguenti portarono a numerosi cambiamenti di piccoli dettagli della maglia, che indussero la franchigia a dichiarare i colori ufficiali come “hunter green” (verde cacciatore) e “taxicab gold” (oro taxi), aspetto sottolineato dalla frase di Ronziani di cui sopra e dal nickname forse più famoso di questa squadra, ampiamente utilizzato anche ai giorni nostri: “Green & Gold”. Tutto ciò andò ovviamente a coinvolgere anche il logo della squadra, in particolar modo nel periodo in cui la carica di coach fu ricoperta da Lisle Blackbourn, che cambiò assumendo la forma di un giocatore vestito con i colori della formazione della Titletown con alle spalle una grande palla da football raffigurante lo stato del Wisconsin, il tutto tinto con i colori ufficiali della squadra.

Questi ultimi anni sono conosciuti da tutti come quelli più bui della storia della franchigia, contornati da una marea di sconfitte e un filotto di stagioni negative davvero burrascoso. Le cose cambiarono, e nettamente, negli anni 60 quando Vince Lombardi prese le cariche di head coach e general manager allo stesso tempo, riportando la squadra prima sulla mappa della NFL e successivamente ai vertici della stessa. Ancora vennero modificati alcuni dettagli sulla maglia, in particolar modo per quanto riguarda le maniche e le tonalità dei colori. Anche il logo venne modificato, raffigurando un giocatore in bianco con alle spalle lo stato del Wisconsin con le città di Green Bay (il punto in alto) e Milwaukee (il punto in basso) contrassegnate e un ovale di colore giallo. La novità più importante tuttavia fu un’altra: l’aggiunta di un secondo logo su richiesta dello stesso Lombardi e disegnato da Gerald “Dad” Braisher, ai tempi Packers equipment manager. Nel corso degli anni in molti si sono chiesti cosa significasse quella grande “G”, se Green Bay o semplicemente green, in richiamo del colore principale della franchigia. In verità Lombardi la creò pensando proprio alla parola “greatness” (grandezza), con l’intento di richiamare i risultati ottenuti dalla franchigia sotto il suo controllo e che avrebbero dovuto accompagnarla per il resto della sua storia. Il logo in questione venne impresso sugli elmetti da gioco sin dal lontano 1961.

Con la designazione di questo nuovo logo i Green Bay Packers vinsero cinque titoli, due dei quali furono i primi due Super Bowl della storia. Nel primo venne ottenuta una larga vittoria sui Kansas City Chiefs con il punteggio di 35-10. Nel secondo la vittoria fu leggermente più stretta, fissata sul punteggio di 33-14, e ottenuta contro gli Oakland Raiders. In ambo le occasioni Bart Starr, allora quarterback della formazione verde-oro, venne nominato MVP. Nel 1969 Lombardi lasciò la squadra in favore dei Washington Redskins, e fu allora che la G divenne il logo ufficiale della squadra, in utilizzo tuttora.

Con l’addio di Lombardi le divise della squadra andarono incontro ad ulteriori minimi cambiamenti fino al 1984, anno in cui l’allora head coach Forrest Gregg fece porre la G sul lato di ambo le maniche, giusto all’altezza delle consone striature. Venne inoltre aggiunto alla famosa striscia sul lato del pantalone il color oro. Pochi anni dopo, ovvero nel 1993, cadde il 75° anniversario della nascita della franchigia e il front office decise di aggiungere un particolare logo sul lato sinistro del petto, all’altezza della spalla come per il logo del medesimo anniversario della nascita della lega utilizzato l’anno seguente e riportato sopra.

Con il passare del tempo e l’avvicinarsi degli anni più recenti venne definitivamente designata la divisa utilizzata tuttora dalla franchigia. Viene rimossa la G sulle maniche in favore di tre strisce di colore bianco e oro invece di cinque, e l’aggiunta del logo della National Football League sul colletto della stessa. Solo nel 2007, in ogni gara casalinga, la franchigia decise di utilizzare un particolare logo per onorare il 50° anniversario della nascita di Lambeau Field, casa dei Green & Gold di conseguenza dal lontano 1957.

Ad oggi i colori dei Green Bay Packers sono tra i più amati e vestiti dai cittadini d’oltreoceano e non solo. Una lunga e gloriosa storia fatta anche di una grande diversità di sfumature e di colori per quella che è una delle franchigie più famose, conosciute, vittoriose e gloriose dello sport professionistico. Una combinazione vincente di stile e attitudine impostata geneticamente verso le gare che contano e improntata da sempre anche sulle divise, sui loghi e su tutto ciò che concerne l’aspetto meramente visivo. Perché come si dice: anche l’occhio vuole la sua parte!