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Week 1 Review – Packers @ Bears

La prima vittoria nella season opener nelle ultime quattro stagioni. In un Soldier Field letteralmente infuocato, e speranzoso di poter vedere un risultato differente grazie agli innesti di John Fox e Adam Gase nel coaching staff, i Green Bay Packers portano a casa un’importantissima W che li lancia sin da adesso in testa alla NFC North, soprattutto con la prima vittoria in ambito divisionale.

Tanti lati positivi e qualche particolare aspetto negativo del gioco hanno scandito la partita di ieri, ma è ovvio che in questo momento i verde-oro sono decisamente qualche passo avanti rispetto ai propri eterni rivali di casa nella Windy City. Quindi come è andata nello specifico la partita che si è chiusa con il punteggio di 31-23 in favore della franchigia ospite?

Il primo quarto ha visto un sorprendente attacco dei Bears soprattutto su un particolare aspetto del gioco: il controllo dell’orologio. John Fox ha infatti implementato nella propria nuova squadra un sistema di gioco che sfrutta molto Matt Forte e che permette a Jay Cutler di effettuare le proprie chiamate con calma, senza ricevere troppa pressione, e soprattutto che gli consente di evitare di correre inutili pericoli. Con queste premesse il numero 6 riesce più volte a colpire la difesa Green & Gold, incapace ancora una volta di fermare le corse e di conseguenza il running back di Chicago. Il vecchio spauracchio del running game avversario è quindi tornato a tormentare i Cheesehead e Forte ne ha tratto tutti i frutti: per lui una giornata da quasi 150 yard e un touchdown.

La risposta di un suntuoso e perfetto Aaron Rodgers è il primo touchdown al rientro per James Jones. Il numero 12 si trova alla perfezione con il proprio numero 89 e lascia trasparire una sicurezza che magari non tutti avrebbero predetto. Mike McCarthy ha nello specificato parlato di Jones come se “non fosse mai andato realmente via”, e la cosa è riscontrabile nei numeri: 4 ricezioni per 51 yard e 2 touchdown. Da sottolineare che in tutte le situazioni l’MVP della NFL ha effettuato dei lanci a dir poco magistrali, basti pensare al primo touchdown con cui ha per un pelo tagliato fuori il defensive back dei Bears, o alla free play sull’offside (tra l’altro il tipo di giocata con cui l’anno scorso distrusse le secondary avversarie connettendo con Jordy Nelson) che ha portato ad una big play davvero grandiosa. Peccato solo per il drop in end zone che sarebbe valso il terzo TD per Jones, e il quarto per A-Rod. Sarebbe stata la giocata della settimana.

Il secondo quarto vede i Bears in ripresa e approfittare continuamente di un Sam Shields decisamente non in giornata. Offside del numero 37 sul tentativo di field goal di Chicago che vale un altro tentativo, che porta successivamente al touchdown di Forte di cui sopra. Il corner dei Packers ha disputato una partita davvero pessima su tutti i fronti: in ritardo sul passing game, morbido in situazioni di tackle, e con una flag a suo carico che sarebbe potuta costare carissimo. Se davvero vuole essere il numero uno in depth chart dovrà certamente giocare meglio di così.

Per fortuna però che a risollevare la barca ci pensa ancora il duo composto da Rodgers e Jones. Altro touchdown su una slant in red zone che rimette in carreggiata i Green & Gold. John Fox cerca in ogni modo di spingere i suoi ma ancora una volta, dopo un drive lungo ed estremamente paziente, i suoi uomini vengono fermati in red zone ad un passo dalla goal line. In questo i verde-oro sembrano molto migliorati rispetto all’anno scorso: quattro sono stati gli approdi in red zone di Chicago, altrettanti sarebbero stati i field goal non fosse stato per la flag in capo a Shields.

La partita è stata poi decisa nel quarto periodo, e con una serie di giocate sia sul fronte offensivo che su quello difensivo da far saltare dalla poltrona i Cheesehead. Si parte con 5 minuti sul cronometro con l’ultimo touchdown di giornata per il numero 12, lanciato all’estremità della end zone per Randall Cobb. Quest’ultimo non ha giocato una grandissima partita, il che è normale visto l’importante problema alla spalla, ma quando è stato chiamato in causa non ha mai deluso e ha sempre fatto il suo, dolore o no. Questo è il Cobb che conosciamo, ed è per questo che ancora una volta ringraziamo Ted Thompson per averlo fatto rimanere nella Titletown. Le sue ricezioni in questa stagione saranno sicuramente di fondamentale importanza, aspetto riscontrabile già nella Week 1 appena trascorsa.

Nel drive successivo i Bears spaventano i Packers con una big play da 50 yard su una “catch & run” di Marquees Wilson. Ancora una volta però l’attacco di Fox si deve scontrare con la difesa in red zone di Dom Capers. I Bears arrivano ad un altro 4th down, ci provano ma il passaggio di Cutler è lungo. Turnover su down per la franchigia della Windy City.

A questo punto ci si aspetterebbe che Aaron Rodgers chiuda i conti, ma purtroppo un 3 & out obbliga i Packers a riconsegnare l’ovale in mano a Cutler. Ma si sa: la storia è fatta per ripetersi, e quale miglior storia se non quella che ha scandito questa rivalità negli ultimi anni? Ancora una volta Chicago si avvicina alla red zone e ancora una volta la difesa ne esce fuori, questa volta con un intercetto di Clay Matthews! Grandissima la lettura del numero 52, schierato in quel momento come ILB, che anticipa il lancio del numero 6 e esce da sotto il fogliame con una giocata che alla fine dei conti si rivela essere quella decisiva.

Nel drive successivo Rodgers su uno scramble cerca Jones in end zone e il pallone viene clamorosamente droppato (l’azione di cui sopra) ma c’è una flag di pass interference in capo a Kyle Fuller. Palla ad una yard dalla goal line e ovviamente Tom Clements si rivolge verso Eddie Lacy per sigillare il tutto. Arriva finalmente il touchdown per il numero 27, in una giornata che non lo ha visto tirare fuori il meglio di se (19 per 85 yard).

Chicago ci prova con un touchdown su 4th down firmato Martellus Bennett, in una fattispecie che ha visto la difesa di Dom Capers dimostrare ancora una volta le proprie mancanze, e successivamente con un onside kick. A questo punto in molti hanno pensato: “Bostick per fortuna non c’è più”. Ebbene, la cosa ha avuto il suo riscontro: Davante Adams fa proprio il pallone e chiude definitivamente i conti. Prima W stagionale, prima W divisionale e vetta della Division conquistata sin dalla Week 1.

Come detto tanti aspetti positivi e qualche lato negativo. Partiamo da quest’ultimi, e facciamolo tralasciando Sam Shields, di cui ho già parlato poco fa. Due sono gli aspetti che mi sentirei di chiamare in causa adesso: le penalty e Nate Palmer. Nel primo caso si vada a vedere David Bakhtiari e Bryan Bulaga. Due flag che sono costate carissimo in un singolo drive, e che sarebbero potute costare ancora di più in vista del risultato finale. La linea non ha avuto il benché minimo problema fisico, e non ha neanche concesso un sack ai Bears, ma perdere un intero drive così non è ammissibile a mio modo di vedere. Personalmente vorrei dare il beneficio della Week 1 e degli ingranaggi da oleare di nuovo, ma le prossime due partite (Seahawks e Chiefs) saranno importantissime, anche troppo per giocare così.

Riguardo Palmer basta andare a vedere quello che ha fatto Matt Forte quando il numero 51 era l’uomo assegnatogli, e la cosa è accaduta molto spesso. Tackle sempre in ritardo, yard concesse troppo bonariamente e letture di basso livello. Con Sam Barrington che è stato costretto ad uscire a causa dell’aggravarsi del problema alla caviglia accusato nel corso della settimana, Palmer è stato costretto ad immergersi in un ruolo che non è suo, e i risultati sono stati sotto gli occhi di tutti. Speriamo possa migliorare in vista del prossimo Sunday Night Football, altrimenti la questione è ben più complicata del previsto.

Per ultimo mi sento di chiamare in causa il running game. È vero, Lacy ha dato il suo contributo con il touchdown finale e quasi 100 yard, ma è anche vero che non è stato in grado di tirare fuori una sola vera big play (il long è stato di 16 yard) e mi ha abbastanza sorpreso negativamente su alcune letture. Può darsi che il coaching staff non ci sia voluto andare pesante con lui (e qui richiamo quanto detto in ambito di preview), ma ho visto spesso Lacy non capire bene dove andare e restare troppo fermo dietro i propri compagni di linea con i Bears che sono andati immediatamente a chiudere. Anche Starks non è riuscito alla fine dei conti ad apportare chissà quale contributo.

Passiamo ora agli aspetti più lieti della partita, e devo dire che qui le questioni sono quantitativamente maggiori. Prima di tutto il gioco aereo: se Aaron Rodgers è l’MVP ci sarà un motivo, e lo ha dimostrato a tutti all’interno del Soldier Field. Una partita a dir poco regale per il numero 12 (18/23, 189 yard, 3 TD, 140.5 di rating e degli ottimi scramble che hanno salvato il drive decisivo), che ha saputo tenere Cobb lontano dai guai (per quanto possibile) e ha fatto vedere che Jones può ancora benissimo stare in una lega come la National Football League. Bene anche Richard Rodgers, poco visibile ma sempre in grado di togliere le castagne dal fuoco.

Adesso potrei sorprendere qualcuno con gli elogi, dato che sto per chiamare in causa un giocatore della defensive line che ha dato un ottimo contributo in un particolare aspetto del gioco. Mi riferisco a BJ Raji. Il numero 90 ha passato questa pre-season in sordina, e devo ammettere che è stato un mio osservato speciale nella serata di ieri, e ho notato una cosa in particolare: non è stata concessa una singola portata a Matt Forte tra le due guard. Il running back di Chicago ha sempre dovuto aggirare i propri tackle per effettuare dei guadagni, quando c’è stato da passare di fronte a Raji si è creato quasi un muro invalicabile per lui. A livello di pressione il NT Green & Gold non è stato eccellente dato che è riuscito in una sola occasione a portare grande pressione su Cutler, ma il suo principale compito in qualità di muro contro le corse è stato ampiamente adempiuto.

Menzioni d’onore per Casey Hayward, Julius Peppers e ovviamente Clay Matthews. Il primo nel quarto periodo non ha permesso a Cutler di chiudere un paio di importanti palloni in red zone, mentre il secondo è stato sempre una gran minaccia per la offensive line di John Fox. Con 1.5 sack a proprio favore l’ex Carolina Panthers e Chicago Bears ha fatto vedere che può ancora dire la sua, e che ha ripreso da dove ha lasciato l’anno scorso, ossia producendo e dimostrando gran concretezza. Riguardo il numero 52, intercetto a parte, una serie di giocate sia dall’outside che dall’inside che sono state l’ago della bilancia per Dom Capers. Personalmente mi viene in mente una particolare fattispecie: Chicago in red zone, consegnato a Matt Forte che cerca di andare con una finta a sinistra e Claymaker è arrivato dall’altro lato della linea di scrimmage a chiudere e salvare il touchdown. Se questo è il Matthews versatile, in grado di essere spostato in ogni dove alle spalle della defensive line, ben venga!

Ultima nota sugli special teams. Accantonando per un attimo l’onside kick, dove tutto è sembrato andare per il verso giusto, mi sento di dire che Ty Montgomery potrebbe essere la chiave di volta per il returning game dei verde-oro. Tre palloni per 106 yard, con i primi due da poco oltre 40 yard. Davvero ottimo quanto fatto dal numero 88, e non vedo l’ora di rivederlo in azione!

La prima partita è ormai storia, e i Green Bay Packers sono riusciti a portarla a casa. Un’importantissima vittoria divisionale contro gli acerrimi rivali dei Chicago Bears che proietta i Green & Gold in testa alla Frozen North! A questo punto non resta che attendere i primi allenamenti preparatori in vista del primo Sunday Night Football che vedrà i verde-oro in qualità di protagonisti contro quei Seattle Seahawks che hanno cancellato le speranze di Super Bowl nella stagione passata, e che hanno subito una sorprendente sconfitta all’overtime contro i St. Louis Rams.

Comments(4)

  1. Reply
    Pier says

    forza ragazzi la prima è andata!

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    Alberto says

    Un po’ di ruggine ci sta alla prima. I bears sono nettamente migliorati: giocano con calma ed equilibrio, non pensavo che fox e fangio gia’ in cosi poco tempo riuscissero a ridare un senso ai nostri rivali.
    Da parte nostra direi soliti pro e soliti contro: aaron e’ inarrestabile, anche se senza nelson perdiamo 1-2 big play a partita. La linea e’ invalicabile sui passaggi ma quando c’e’ da piallare per lacy manca in fisicita’ e, come all’inizio dell’anno scorso, sincronia col rb. La difesa e’ la solita: sulle corse un pianto… del resto non abbiamo ilb di livello e questo si paga. Bastava uno spikes dalla free agency da buttare nella mischia nei primi 2 down invece niente.
    Ora sotto con seattle, ancora non sono in grande condizione e giocando a lambeau penso che ce la possiamo fare.

    Ps: fatto nfl game pass. Spero di evitare la dipendenza. Figata pazzesca

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      Francesco Gentile says

      Non la puoi evitare la dipendenza da GP. Domenica ho visto i nostri Green & Gold e poi sono passato a red zone per le partite delle 22, ora penso proprio non ne potrò fare più a meno!

      • Reply
        Alberto says

        la cosa meravigliosa è che ti vedi quello che vuoi,come vuoi e quando vuoi. io mi sono visto i nostri ragazzi per intero, poi mi sarò visto condensed diverse partite tra cui:
        – seattle vs rams. partitazo divertente, impressionante la pochezza della ol degli hawks, wilson era continuamente circondato da difensori e avrà preso 5-6 sacks. lynch non sembra ancora bestiale, speriamo di contenerlo attorno alle 100 yds.
        – lions-chargers. sembrava fatta per i nostri rivali, poi hanno preso un parzialino di 30-0 con erroracci di stafford e il solito grande cuore di rivers.
        – ravens-broncos. malissimo manning che sembra proprio arrivato, sontuosa la difesa di denver che ha vinto da sola.
        – giants-cowboys. nonostante penalty e turnover romo l’ha portata a casa. incomprensibile come a 1:35 dalla fine, avanti +6 e col 3&goal a 1 yd, i giants abbiano tentato di passare invece di correre. così hanno lasciato 40 secondi di gioco in più che alla fine son costati la vittoria. ste genialate quando si dovrebbe giocare semplice (tipo lo slant pass di aaron a peppers l’anno scorso) mai le capirò.
        – vikings vs niners. i niners mi hanno fatto una bellissima impressione. pensavo fossero poca roba invece ritmi e intensità altissimi, un hyde inarrestabile e tanta concretezza da tutte le parti.
        – colts vs bills. di buffalo si parla poco invece secondo me se la giocano alla pari contro i patriots. hanno una difesa furiosa che ha annichilito luck & gore (quest’ultimo mi pare bello che bollito), in attacco sembrano fatti a posta per lo stile di football che piace a ryan. li seguirò parecchio.

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